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Monday, March 1, 2010

L'università Kyushu ha sviluppato un sensore in grado di analizzare e digitalizzare il senso del gusto. Parte 2

Riprodurre la differenza di potenziale elettrico della lingua

La lingua umana è in grado di rilevare principalmente 5 gusti fondamentali: aspro, salato, dolce, amaro e umami (sapore del glutammato (Per maggiori informazioni vedi: umami*). Esistono delle cellule del gusto che sono in grado di ricevere gli elementi responsabili del gusto; quando il cibo viene a contatto con la membrana sulla superficie della lingua provoca un cambiamento nel potenziale elettrico all’interno delle cellule. Il cervello, che riceve questo segnale tramite il sistema nervoso centrale è in grado di interpretare il gusto nel suo complesso.

Il professor Tokō ha iniziato lo sviluppo del sensore del gusto nel 1985 e ha man mano ristretto l’obiettivo nelle reazioni della lingua.

Poiché il senso del gusto che il cervello recepisce è in parte soggettivo è difficile da riprodurre. Tuttavia dato che le reazioni delle cellule del gusto provocano un cambiamento nel potenziale elettrico è possibile riprodurre questo cambiamento oggettivamente tramite una scala numerica.

Al posto della membrana biologica è stata usata una membrana lipidica artificiale ottenuta dall’unione di una molecola fosfolipidica e una di lipidi sintetici con clorulo di polivinile (PVC). Il professore è riuscito a misurare il cambiamento di potenziale elettrico della membrana quando viene a contatto con del cibo utilizzando contemporaneamente diverse membrane artificiali con differenti sensori. E’ stato scoperto che esistono dei pattern di cambiamento di potenziale a seconda dei sapori, come ad esempio i sapori acido e salato. Questo risultato, arrivato nel 1989, è stato la base, dal punto di vista tecnico, dello sviluppo del sensore del gusto.

[continua]

*Il riconoscimento dell’Umami come sapore fondamentale distinto dai quattro classici (salato, aspro, dolce, amaro) è stato immediato nella cultura asiatica, ma molto lento in quella occidentale, forse per un motivo culturale. Nella cucina occidentale spesso l’umami è stimolato insieme al gusto salato, e supportato dalla presenza di grassi animali. (tratto da: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/30/pomodori-umami-al-glutammato/ )


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Wednesday, February 24, 2010

L'università Kyushu ha sviluppato un sensore in grado di analizzare e digitalizzare il senso del gusto.


Applicazioni nell’analisi della qualità dell’acqua e per migliorare il sapore delle medicine, possibile anche la rilevazione del retrogusto.


Il gusto è una cosa difficile da trasmettere. Sapori come dolce, piccante o amaro si confondono facilmente poiché il modo di interpretarli varia da persona a persona. Il professor Tokō Kiyoshi, che lavora presso il centro di ricerca di scienze informatiche del corso di specializzazione dell’università Kyushu ha sviluppato un sensore del gusto in grado di analizzare il sapore dei cibi tramite la combinazione dei loro elementi. E’ riuscito a misurare il senso del gusto con un metro oggettivo, riproducendo la reazione della lingua umana quando si assapora un gusto.

[continua]


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Friday, April 10, 2009

Ricerca Nipponica: Gli estrogeni aumentano il flusso sanguigno. Effetti su memoria e capacità d'apprendimento



L'istituto di ricerca chimica e fisica "Riken" ha scoperto tramite un esperimento sui topi di laboratorio che gli estrogeni femminili hanno il potere di aumentare il flusso sanguigno e allargare i vasi sanguigni del cervello e in questo modo migliorare la memoria e la capacità di apprendimento. I risultati, che avranno riflessi nello sviluppo delle cure mediche e nella prevenzione dei problemi di memoria che occorrono con la diminuzione del flusso sanguigno (fenomeno legato alla vecchiaia) saranno pubblicati sul numero del 10 aprile della rivista scientifica USA "Plos one".

Il team di ricercatori ha creato, tramite la manipolazione genetica, un topo da laboratorio che ha una riduzione cronica di flusso sanguigno al cervello: solo ai maschi e alle femmine a cui erano state asportate le ovaie (che secernono gli estrogeni) si sono dilatate le cellule astrocitiche, che circondano i neuroni. Queste cellule, così dilatate, hanno impedito l'unione tra i neuroni e hanno causato perdite di memoria.

Quando ai maschi che avevano tramite manipolazione genetica il flusso sanguigno rallentato hanno somministrato lo stesso livello di estrogeno che secerne una femmina sana i vasi sanguigni si sono allargati, il flusso sanguigno è stato ripristinato e anche l'unione neurale è tornata alla normalità. Tramite un esperimento con labirinto hanno inoltre avuto conferma che nei topi memoria e capacità di apprendimento erano state ripristinate.

Tuttavia l'elemento non si può ancora usare come medicina perché gli estrogeni fanno aumentare il rischio di femminilizzazione e dell'insorgenza del cancro al seno. Masahisa Yamada, a capo del team di neurobiologia del Riken ha affermato che se si riuscisse a sviluppare una medicina contro l'espansione degli astrociti questa avrebbe un ruolo fondamentale per il miglioramento delle capacità mnemoniche.

Fonte: www.Yahoo.co.jp 

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